Le piattaforme social rappresentano la definitiva affermazione della società iperconnessa moderna, generata dall’avvento di Internet e degli smartphone.
Questi numeri descrivono bene l’importanza assunta dai social network nelle nostre vite:
– Gli utenti attivi sui social nel mondo sono circa 5,5 miliardi e sono pari al 70% della popolazione; in Italia gli utenti iscritti ad un social sono 40 milioni
– Gli utenti trascorrono in media circa 33 ore alla settimana su Internet; più della metà, ovvero 18 ore, sono dedicate all’uso dei social
– Ogni utente utilizza in media 6,8 piattaforme social ogni mese
– le piattaforme più note (Facebook, Youtube, Instagram, TikTok) superano i 2 miliardi di utenti
Il motivo di un successo così enorme e per certi versi così rapido è nella capacità dei social network di rispondere al bisogno degli esseri umani di relazionarsi con i propri simili, consentendo di farlo con modalità mai viste prima e innovative rispetto ai media tradizionali come TV e radio, ovvero in modo interattivo e senza limiti di tempo e spazio.
Nel mio saggio divulgativo paragono i social network ad un farmaco che può determinare effetti positivi, o terapeutici, e quindi rafforzare i legami sociali, favorire la condivisione di informazioni e nozioni scientifiche, sostenere l’imprenditorialità, stimolare la creatività artistica e gli hobby personali.
E tuttavia, proprio come un farmaco, i social network possono essere anche usati male o per i motivi sbagliati, e produrre quindi degli effetti negativi o effetti collaterali. Questi effetti sono particolarmente gravi negli adolescenti e sono spesso trascurati dagli utenti.

Effetti negativi dei social network
Si tratta di gravi danni alla salute come:
– l’aumento di ansia, depressione, disturbi del comportamento alimentare
– peggioramento del sonno
– peggioramento della vista
– deficit di attenzione e di memoria
– quadri di vera e propria dipendenza
Ansia, depressione, disturbi del comportamento alimentare
Il mondo dei social network ci spinge ad effettuare confronti costanti con gli altri utenti della nostra bacheca, sia che si tratti di amicizie reali o di influencer. I confronti sfavorevoli, in presenza di elementi di fragilità psicologica, possono determinare una riduzione di autostima e la comparsa di ansia o depressione.
Inoltre bisogna aggiungere che ognuno di noi conosce la propria vita nei minimi dettagli, lati positivi e lati negativi, mentre della vita degli altri vediamo online soltanto quello che ci viene fatto vedere…e che spesso è una versione selezionata apposta per impressionare positivamente gli altri; i confronti da cui usciamo sconfitti sui social sono spesso confronti fasulli.
Per quanto riguarda invece i disturbi del comportamento alimentare, quindi bulimia, anoressia e quadri psicopatologici associati, la diffusione di canoni estetici estremi sui social network ha finito per peggiorare una situazione che era stata già pesantemente influenzata dalla televisione.
Risulta particolarmente emblematico il caso dell’hashtag su TikTok #SkinnyTok, associato a contenuti che promuovevano diete estreme e ideali di bellezza incentrati sulla magrezza eccessiva. La piattaforma si è trovata costretto a bandire l’hashtag tuttavia un’inchiesta giornalistica ha dimostrato che quegli stessi contenuti sono ancora ampiamente diffusi sulla piattaforma con hashtag alternativi.
Disturbi del sonno
I meccanismi che legano l’uso serale dei social network all’insorgenza di insonnia sono molto evidenti: la creazione di uno stato di ipereccitazione che contrasta con l’addormentamento; la creazione di un sentimento di FOMO (paura di essere tagliati fuori), per cui l’utente non riesce a staccarsi dalle attività nonostante il bisogno di andare a dormire; l’alterazione della secrezione ormonale, in particolare della melatonina, che deriva dall’esposizione ad alcune lunghezze d’onda della luce emessa dagli schermi digitali.
In quanto neurologo mi capita spesso di visitare pazienti che riferiscono l’insonnia come grave e invalidante, si tratta di persone disposte ad assumere uno o più farmaci per risolvere il problema quando in realtà basterebbe adottare modalità più sane di utilizzo di smartphone e social.
Peggioramento della vista
Il cattivo uso degli schermi digitali viene ormai considerato uno dei principali fattori di rischio per l’insorgenza ed il peggioramento della miopia. Usare il cellulare o il pc a distanza troppo ravvicinata, in cattive condizioni di illuminazione, con riflessi sullo schermo o per un tempo prolungato sono azioni che possono peggiorare nettamente nel tempo l’acuità visiva.
Deficit di attenzione e di memoria
La capacità di ricordare dipende innanzitutto dalla capacità di concentrarsi nella fase di acquisizione delle informazioni. E siamo ben consapevoli di quanto i social network siano in grado di distrarci.
Queste difficoltà sono ancora più accentuate dalla visione frequente di contenuti video brevi (TikTok, YouTube shorts), che danneggiano in maniera preferenziale la nostra memoria prospettiva, ovvero la capacità di ricordare cosa avevamo programmato di fare prima di un’interruzione casuale.
Uno studio scientifico ha dimostrato che i soggetti senza un utilizzo abituale dei social media tendono a ricordare le esperienze fatte in modo molto più preciso rispetto agli altri.
Voglio segnalare che questo effetto collaterale dei social network rischia di essere ancora più deleterio nel caso dell’Intelligenza Artificiale.
Dipendenza
La dipendenza deriva dall’attivazione disfunzionale del sistema dopaminergico della ricompensa, circuito fondamentale nello sviluppo della specie umana perchè è implicato in attività come la ricerca di cibo o di un partner che si attiva quando raggiungiamo l’obiettivo che ci siamo prefissati.
Stimoli che aiutano a raggiungere la ricompensa svolgono il ruolo di un rinforzo positivo mentre stimoli che allontanano la ricompensa svolgono il ruolo di un rinforzo negativo.
Nel funzionamento dei social network sono stati introdotti numerosi elementi che vanno ad alimentare proprio questo circuito della ricompensa/dipendenza perchè riconosciuti come un rinforzo: il numero di likes ricevuti, i commenti pubblicati al nostro post, il numero di follower.
Questa scelta deliberata di favorire la dipendenza degli utenti non deve stupire, se consideriamo che i ricavi delle aziende sono direttamente proporzionali all’engagement del pubblico sulle piattaforme.
Un noto detto del marketing avvisa che “se non paghi per un prodotto, il prodotto sei tu”…e l’iscrizione ai social network è completamente gratuita.

Vietare o non vietare i social network?
Come dicevo, i più esposti ai gravi effetti collaterali dei social network sono gli adolescenti.
Tra mille polemiche, a fine 2025 è entrato in vigore in Australia un divieto all’uso dei social per i minori di 15 anni e da quel momento la tematica è andata sempre più emergendo nel resto del mondo. Anche in Europa numerosi paesi come Francia, Spagna, Grecia, Austria stanno discutendo misure simili o le hanno già votate.
I vantaggi prodotti da una restrizione all’accesso dei social media sono:
- miglioramento salute mentale e benessere psicologico (meno confronti sfavorevoli)
- contrasto al cyberbullismo (più pervasivo del bullismo tradizionale, sempre connessi)
- lotta alla disinformazione (fake news si diffondono sui social più facilmente delle notizie vere)
- incremento rendimento scolastico (contrasto al deficit di attenzione)
Tra gli svantaggi da considerare ci sono:
- maggiore isolamento sociale o geografico
- limitazione della libertà di espressione
- peggioramento del contrasto generazionale (pretendere dai ragazzi quello che non vedranno fare ai genitori).
Dopo aver elencato i pro e i contro, affermo senza indugio che una misura del genere non mi vede favorevole e voglio spiegarvi il motivo con la frase pubblicata da un collega psicologo:
“Sebbene l’intento di proteggere gli adolescenti sia chiaro, un divieto assoluto all’uso dei social potrebbe rivelarsi uno strumento eccessivamente semplicistico per una questione così complessa come la tutela della loro salute mentale”.
Come sopravvivere ai social network
Volendo citare il titolo del mio saggio divulgativo, sopravvivere ai social network vuol dire imparare ad usare questi strumenti digitali senza subire gli effetti negativi di cui abbiamo parlato.
Fino ad ora ha prevalso la difesa del profitto sulla tutela della salute e si è progressivamente generata questa distopia moderna in cui viviamo da anni. Le abitudini, i ritmi di vita, le interazioni sociali sono completamente uniformate alle regole del mondo dei social.
Imparare a riconoscere gli effetti negativi che causano è il primo passo nella giusta direzione!
